




Un gioiello di grande piacevolezza: linee pulite, struttura studiata per adattarsi a qualsiasi mano e a ogni dito. Si regola senza misurazioni, si porta anche insieme ad altri anelli perché abbraccia il dito con volumi precisi. In bronzo fuso a cera persa, dorato e levigato in ogni superficie. L'eroe più forte del mondo antico e il dio più piccolo — Ercole e Cupido si incontrano su questo castone in una scena che dura da duemila anni. La forza più grande si piega alla più tenera delle forze. È questo il paradosso bellissimo di questa scena — e l'anello EOS lo porta al dito in pochi centimetri quadrati di intaglio. Il colore racconta la scena in modi diversi. L'arancione è caldo e carnoso — il colore dell'arancia, del corallo di Sciacca, una luce che risveglia i sensi. Le due figure emergono vibranti, piene di vita. Il bianco porta la purezza della scultura: ogni muscolo di Ercole, ogni ala di Cupido in piena evidenza, come un marmo. Il nero è il più drammatico — l'intaglio si fa intenso e preciso, la tensione della scena si concentra tutta. Il verde è il colore della vita nelle cose: come la malachite, come il pianeta — dà alla forza una nota di equilibrio e rinascita. L'architettura del gambo gioca su volumi essenziali. Un modello libero da misure fisse — si regola con un gesto immediato, si sposta da un dito all'altro a seconda dell'umore. Il castone si erge pulito, lasciando che la scena prenda tutto lo spazio. Indossarlo è un piccolo rito di piacere.
Note importanti
I colori dei gioielli possono sembrare diversi dagli originali. Questo dipende dalla risoluzione. Ogni oggetto è fatto a mano e ha caratteristiche uniche.
Figlio di Giove e di Alcmena fu il maggiore eroe greco e venerato come simbolo di forza coraggio e umanità. Divenne l’eroe degli atleti e fu considerato l’ideatore dei giochi di Olimpia. Affrontò le famose dodici fatiche. Tornato da Euristeo con le sue prede, Ercole venne inviato ad affrontare un ulteriore mostro, il toro di Creta, che aveva generato il Minotauro assieme alla moglie del re Minosse, Pasifae. Giunto in città, l’eroe si incontrò con Minosse che, ben felice di sbarazzarsi dell’animale, gli concesse di portarlo via e gli offrì perfino il suo aiuto per catturarlo, che egli però rifiutò. Dopo aver preso alle spalle l’animale, Ercole lo afferrò e lo soffocò, senza però ucciderlo, con la sua grande forza, per poi inviarlo a Euristeo. Questi, dal suo rifugio sicuro nella botte dove si era tuffato alla sola vista del toro, propose di sacrificare la bestia a Era, ma la dea rifiutò il sacrificio poiché avrebbe dato gloria riflessa a Ercole. Di conseguenza il toro fu liberato e si stabilì nei pressi di Maratona, dove in seguito sarebbe stato catturato da Teseo e sacrificato ad Apollo. Ercole Farnese, Napoli, Museo Archeologico Nazionale.
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