




L'affresco di Villa Arianna a Stabia — una donna che offre amorini alati come frutti preziosi — trova nel castone tondo in bronzo dorato a 18 kt la finezza del cammeo nella sua forma più pura. La scena più delicata della collezione poggia qui su una base in plexiglass che ne amplifica la grazia: il peso è più leggero, la luce entra dove prima c'era solo materia piena. L'intaglio è narrativo — le figure degli amorini, la donna, il gesto dell'offerta si leggono con chiarezza. Il rilievo è luminoso e arioso, le ombre si spostano con la luce.
Il castone tondo distribuisce i riflessi uniformemente — la scena si rivela da ogni angolazione. La firma GTc è incisa sul castone.
Sul trasparente le figure sembrano sospese nell'aria — il gesto dell'offerta diventa leggero come il dono stesso: il celeste è il cielo sopra l’antica città, l'aria del mattino e la leggerezza degli amorini in volo; il perla è la luce soffusa dell'affresco antico, morbida e calda, che esalta la dolcezza della composizione; il porfido è la pietra imperiale, denso e radicato, la profondità della storia; il rosso è la vitalità degli affetti, il calore dell'amore che la venditrice offre. Sul tartaruga le venature del plexiglass scorrono diverse in ogni pezzo — fitte e calde come un tramonto o morbide e aperte, ogni anello è irripetibile: il celeste vibra tra i toni naturali; il perla li illumina; il porfido li approfondisce; il rosso li scalda. Sull'avorio il tono dell'osso antico avvicina la scena alla pelle e alla memoria — i chiaroscuri del blocco tagliato variano ogni volta: il celeste fresco e luminoso; il perla quasi monocromo; il porfido deciso e profondo; il rosso caldo e presente..
La grazia su una materia aerea che la rende ancora più luminosa.
Note importanti
I colori dei gioielli possono sembrare diversi dagli originali. Questo dipende dalla risoluzione. Ogni oggetto è fatto a mano e ha caratteristiche uniche.L'amore non si riceve: si sceglie.
La Venditrice di amorini è un affresco proveniente da Villa Arianna, rinvenuto durante gli scavi archeologici dell’antica città di Stabiae, l’odierna Castellammare di Stabia e conservato al museo archeologico nazionale di Napoli: si tratta di una delle opera maggiormente riprodotte durante il periodo neoclassico e rococò. L’affresco risale alla metà del I secolo, periodo in cui era in voga il terzo stile e fu dipinto in un cubicolo di Villa Arianna, nei pressi di un’altra stanza decorata esclusivamente con figure femminili, tra cui la Flora: è ipotizzabile quindi che quella zona della villa fosse esclusivamente riservata alle donne. Fu ritrovato nel 1759, durante le esplorazioni borboniche e venne asportato per entrare a far parte della collezione del re: il successo dell’affresco fu tale che l’intera villa venne originariamente chiamata Villa della venditrice di amorini. Museo Archeologico Nazionale - Napoli.
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