




LUPA CAPITOLINA — IL GESTO DA CUI TUTTO HA INIZIO Una cornice dorata, tonda ed essenziale. Dentro, la Lupa Capitolina — nitida, riconoscibile, le linee dell'incisione chiare e belle. Al dito questo anello leggero porta Roma con sé: un gesto di cura, un'immagine che appartiene a tutti e che ognuno sente come propria. Il gambo dorato curvo verso l'esterno, piatto a contatto con la pelle, è stato costruito per portarlo senza pesare. Alla base si apre e si chiude per poter trovare la misura preferita con un gesto, si porta su qualsiasi dito. La firma GTc è traforata sul retro del castone, un decoro prezioso che alleggerisce ancora di più il gioiello. La nota di colore nell'intaglio rimanda a un ricordo o a una sensazione che si vuole richiamare su questo gioiello. Il nero condensa in sé autorità e sostanza della storia che racconta il cammeo: intimo, profondo, regale — materia ossidata dal tempo. Il perla dichiara ogni tratto, riflette ogni cambio di luce e rende visibile ogni dettaglio — la figura emerge nitida. Con l'oro tutto l'anello sembra un unicum senza soluzione di continuità — caldo, brillante, prezioso. Il violetto aggiunge contemporaneità: è vivo e denso, ma lieve — insieme alla doratura restituisce una sensazione di serenità e saggezza. Nel castone dorato questo rilievo è incorniciato in modo essenziale, l'attenzione è tutta sulla lupa che sembra guardare oltre. EOS è l'aurora — e nella Lupa Capitolina questo principio si rinnova: la capacità di vedere al di là stando nel presente, la luce che comincia. In questa cornice tondeggiante è raccolto tutto.
Note importanti
I colori dei gioielli possono sembrare diversi dagli originali. Questo dipende dalla risoluzione. Ogni oggetto è fatto a mano e ha caratteristiche uniche.Fiera quando serve. Dolce quando conta.
Secondo la mitologia romana, Rea Silvia era la madre di Romolo e Remo, i due gemelli che divennero i fondatori di Roma. Rea Silvia era la figlia di Numitore, un discendente di Enea. Un giorno il dio Marte la incontrò in un bosco e se ne invaghì, seducendola. Da quest’unione nacquero i due gemelli, che però furono destinati alla morte da Amulio, usurpatore del trono di Numitore, che non voleva discendenze maschili. Rea Silvia per salvarli mise i gemelli in una cesta e li abbandonò nel Tevere. Furono trovati da una lupa che li allevò. La Lupa è il simbolo della città di Roma.
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