




Su questa base ogni dettaglio ha un'altra sonorità. Due figure nel castone ovale di questo anello, in movimento — i volumi si cercano, scivolano sul bordeaux, uno verso l'altro. Il rilievo è denso e pieno, tratteggiato con colpi fluidi e precisi. Lo smalto che riveste il bronzo li contiene nel castone dorato e dà alla scena il suo calore. Ercole e il Toro.
La storia racconta di strategia — la capacità di orientare ciò che sembra indomabile usando la tattica e la conoscenza. Il toro alla fine è libero, e il mito prosegue. Sul bordeaux questa storia si fa più densa, più intensa. Le due figure raccontano qualcosa che si sente. La più grande forza è sempre quando il corpo è guidato dalla mente.
L'anello Lumen porta questa scena con la matericità che merita — il castone ovale, lo smalto profondo e brillante, il bronzo che si sente nella mano. La forma dell'anello asseconda il dinamismo delle due figure, e il bordeaux concentra tutto verso il centro, verso il gesto. Un peso solido, concreto, come la storia stessa.
L'azzurro è la combinazione più audace — coinvolgente, decisa, cattura subito. Il perla è luminoso, più morbido — le due figure in piena evidenza, il ritmo della scena tutto leggibile. Con il porfido il cammeo quasi si fonde con la base — le figure emergono per il solo gioco del rilievo. Il sabbia porta un caldo su caldo — il rilievo terroso e poroso sul fondo lucido e denso: due materiali che la mano riconosce prima dell'occhio."
Notas importantes
I colori dei gioielli possono sembrare diversi dagli originali. Questo dipende dalla risoluzione. Ogni oggetto è fatto a mano e ha caratteristiche uniche.Affronta le sfide a testa alta.
Figlio di Giove e di Alcmena fu il maggiore eroe greco e venerato come simbolo di forza coraggio e umanità. Divenne l’eroe degli atleti e fu considerato l’ideatore dei giochi di Olimpia. Affrontò le famose dodici fatiche. Tornato da Euristeo con le sue prede, Ercole venne inviato ad affrontare un ulteriore mostro, il toro di Creta, che aveva generato il Minotauro assieme alla moglie del re Minosse, Pasifae. Giunto in città, l’eroe si incontrò con Minosse che, ben felice di sbarazzarsi dell’animale, gli concesse di portarlo via e gli offrì perfino il suo aiuto per catturarlo, che egli però rifiutò. Dopo aver preso alle spalle l’animale, Ercole lo afferrò e lo soffocò, senza però ucciderlo, con la sua grande forza, per poi inviarlo a Euristeo. Questi, dal suo rifugio sicuro nella botte dove si era tuffato alla sola vista del toro, propose di sacrificare la bestia a Era, ma la dea rifiutò il sacrificio poiché avrebbe dato gloria riflessa a Ercole. Di conseguenza il toro fu liberato e si stabilì nei pressi di Maratona, dove in seguito sarebbe stato catturato da Teseo e sacrificato ad Apollo. Ercole, Napoli, Museo Archeologico Nazionale.
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