




Tutto ha inizio dal contatto con la materia. Una superficie che richiama la terra, il manto, il vigore di qualcosa di vivo — il metallo dorato rivestito con un disegno animalier sotto lo smalto trasparente, avvolge il fusto con un ritmo organico e istintivo che moltiplica ogni riflesso. Su questo scenario selvatico si posa la quiete delle quattro colombe intente a bere dalla stessa coppa, e il contrasto sorprende: la pace e l'istinto si completano, si riconoscono, convivono con una naturalezza che convince da subito. Il soggetto più sereno della collezione sul fondo più audace porta una lettura nuova — l'armonia come qualcosa di conquistato, che emerge dall'energia e la abita con disinvoltura. I materiali hanno la loro parte in questo racconto. Indossare l'Anello Jaguar con le Colombe alimenta un piacere doppio: la consistenza dei volumi e la leggerezza del messaggio. Quello che è condiviso moltiplica le emozioni e anche la vista ne è appagata. I colori del cammeo aprono conversazioni diverse tra la calma del soggetto e il vigore della base. Il celeste è il contrasto più aereo — soave e sospeso sul Jaguar, le colombe in piena chiarezza come un cielo aperto sopra la savana. Il nero radicalizza la presenza: forza dichiarata, precisa e il gioiello acquista un carattere magnetico e notturno che il maculato amplifica. Il perla porta la luce più gentile — un riflesso morbido e calibrato sul tono animale, dove ogni dettaglio dell'intaglio emerge con evidenza. Il violetto è l'accordo più avvolgente: due note ricche e intense che si trovano con naturalezza, un registro denso e profondo che trasforma la scena in apparizione. Un racconto che cambia voce ad ogni abbinamento, restando sempre fedele alla stessa coppa.
Note importanti
I colori dei gioielli possono sembrare diversi dagli originali. Questo dipende dalla risoluzione. Ogni oggetto è fatto a mano e ha caratteristiche uniche.I cuori gentili restano forti.
Colombe di plinio Da un mosaico venuto alla luce dagli scavi di villa Adriana , II secolo d.c. , a Tivoli . Il titolo viene da una descrizione fatta da Plinio il Vecchio 23 ca- 79 d.c.) nella “Naturalis Historia” in cui parla di un mosaico di Sosos del II secolo che viene ripreso nella copia romana. Fu un motivo decorativo molto apprezzato e se ne trovano diversi modelli tra cui uno nella Casa del Fauno a Pompei. Musei Capitolini - Roma
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