




Il profilo di Antinoo più vicino di prima — nella mano, nella luce, nel presente.
Dall'antichità ad oggi il volto che rappresenta l’armonia delle proporzioni e una interiorità intensa e profonda trova nell'anello AURA una dimensione nuova. Le combinazioni di materiali diversi e gli effetti di luce danno nuova espressività ad Antinoo — il castone in bronzo dorato a 18 kt poggia sul corpo in plexiglass che lo alleggerisce e lo porta nel contemporaneo.
Il plexiglass è il corpo dell'anello — largo, bombato, che avvolge il dito con una curva continua. Il castone in bronzo dorato 18kt incornicia il rilievo: rotondo, presente, dichiarato. La firma GTc è incisa sul fianco. Tre basi, quattro colori di rilievo: ogni combinazione costruisce un'atmosfera diversa.
Sull'avorio — caldo, con venature che variano ogni pezzo — il bianco porta Antinoo nel marmo, luminoso e assoluto; il nero crea un contrasto secco e grafico; il porfido richiama la pietra imperiale di Roma, denso e raccolto; il violetto porta la nota contemporanea, inaspettata sulla base calda. Sul tartaruga le striature ambrate e brune cambiano da anello ad anello: ogni pezzo ha un disegno unico. Il bianco si stacca con chiarezza, il nero si approfondisce, il porfido si accende sull'oro del materiale, il violetto crea un accordo di grande carattere. Sul trasparente il profilo sembra sospeso sulla mano — la luce filtra dal basso e il bronzo appare sollevato dalla pelle. Il bianco è quasi etereo, il nero assoluto, porfido e violetto galleggiano nella luce. Ogni combinazione rinnova l'espressione.
Σημαντικές σημειώσεις
I colori dei gioielli possono sembrare diversi dagli originali. Questo dipende dalla risoluzione. Ogni oggetto è fatto a mano e ha caratteristiche uniche.
Antinoüs, giovane di grande bellezza proveniente dalla Bitinia fu portato a Roma da l’imperatore Adriano e divenne suo favorito nonché amante, alla sua morte fu divinizzato e sono numerose le statue che lo raffigurano anche nella vesti di altre divinità, in Egitto Adriano fece erigere una città a suo nome, Antinopoli. Nella città fondata in suo onore, durante gli scavi avvenuti nel primo Novecento sotto l’egida di John Albert Gayyet, apparve un tondo funerale dipinto su tavola, assai realistico, che probabilmente rappresenta due amanti sepolti assieme. Venne adorato sia nell’Oriente egizio che nell’Occidente greco-latino, a volte come Theos, una vera e propria divinità.
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