




La scena viene dagli affreschi di Villa Arianna a Stabia — una scoperta del XVIII secolo che ha segnato il gusto neoclassico europeo. Una donna offre amorini alati come fossero frutti preziosi: la dolcezza che si offre e si riceve. L’intaglio nel castone tondo restituisce questa composizione ricca di figure con una finezza che si scopre guardando da vicino — ogni amorino, le figure delle donne e le loro posture. Una piccola scena di mondo, fermata nel bronzo. Questa leggerezza è esaltata in questo modello di anello che con le sue proporzioni e spessori enfatizza l’aspetto giocoso dell’intaglio. Sul castone tondo la scena narrativa ha tutto lo spazio per dispiegarsi. Il gambo leggermente bombato all’esterno e liscio internamente, ha due bande incrociate alla base che permettono di allargare o stringere con un gesto solo. Un anello libero che si porta su qualsiasi dito. La nostra firma GTc è intagliata sul retro del castone. La stessa scena trasmette sensazioni diverse attraverso il colore. Il celeste è il cielo sopra Stabia — l’aria leggera del mattino, la leggerezza degli amorini in volo. Il perla è la luce soffusa dell’affresco antico, morbida e calda, che esalta la dolcezza della composizione. Il porfido porta la radice imperiale — la densità della storia, la scena agganciata alla Roma che l’ha generata. Il rosa sposta il racconto verso la tenerezza — il commercio degli affetti nella sua versione più intima. Ventiquattro secoli dopo, la scena è ancora lì. Sul castone, al dito — viva e giocosa come il giorno in cui è stata dipinta.
Wichtige Hinweise
I colori dei gioielli possono sembrare diversi dagli originali. Questo dipende dalla risoluzione. Ogni oggetto è fatto a mano e ha caratteristiche uniche.L'amore non si riceve: si sceglie.
La Venditrice di amorini è un affresco proveniente da Villa Arianna, rinvenuto durante gli scavi archeologici dell’antica città di Stabiae, l’odierna Castellammare di Stabia e conservato al museo archeologico nazionale di Napoli: si tratta di una delle opera maggiormente riprodotte durante il periodo neoclassico e rococò. L’affresco risale alla metà del I secolo, periodo in cui era in voga il terzo stile e fu dipinto in un cubicolo di Villa Arianna, nei pressi di un’altra stanza decorata esclusivamente con figure femminili, tra cui la Flora: è ipotizzabile quindi che quella zona della villa fosse esclusivamente riservata alle donne. Fu ritrovato nel 1759, durante le esplorazioni borboniche e venne asportato per entrare a far parte della collezione del re: il successo dell’affresco fu tale che l’intera villa venne originariamente chiamata Villa della venditrice di amorini. Museo Archeologico Nazionale - Napoli.
Vedi tutti i prodotti

