




Un anello quasi ipnotico, esattamente come il volto di Medusa in questo intaglio. Una composizione ferma, simmetrica, sospesa — che su questo modello diventa di straordinaria contemporaneità.
Lo sguardo fisso davanti a sé, i tratti del viso incisi con una precisione eccezionale, il rilievo che si sviluppa in orizzontale e prende tutto il respiro di cui necessita. Il bianco e nero del pattern Dalmata con la sua finitura brillante accompagna questa simmetria: in continuità, sempre insieme.
Su questo modello, che ha la solidità del bronzo e la leggerezza del decoro, Medusa attraversa il tempo e arriva fino a oggi, al dito. Sul Dalmata quell'equilibrio perfetto si arricchisce di una nuova lettura, e ogni colore porta con sé una delle tante sfumature che il suo mito custodisce — quelle di una delle figure più vive e stratificate che la storia dell'arte ci abbia consegnato.
Le forme danzanti del fondo accompagnano Medusa: il bianco e nero dialoga con i ricci della chioma, aggiungendo un ritmo grafico all'immagine. Le macchie irregolari sparse e la sua simmetria si fanno intriganti, e quando la guardi così a lungo tutto sembra muoversi con lei. È un intaglio che attrae, gli elementi grafici lo rendono magnetico.
Il volto in piena luce: il bianco e il suo candore raccontano le emozioni esprimendole all'esterno. Il nero invece le interiorizza, le racchiude. Con il celeste la visuale si allarga, come se gli occhi della Medusa perdessero i confini, e tutto si fa aperto. Il rosa accende la dolcezza. Bianco, rosa e nero — tre toni moderni, ricercati, inusuali; ogni scelta racconta, lasciando all'indosso l'ultima parola.
Wichtige Hinweise
I colori dei gioielli possono sembrare diversi dagli originali. Questo dipende dalla risoluzione. Ogni oggetto è fatto a mano e ha caratteristiche uniche.
E’ una delle tre Gorgoni, a differenza delle mostruose sorelle era mortale ed era considerata bellissima, con meravigliosi capelli. Secondo il mito Poseidone se ne invaghì, si trasformò in uccello e la portò nel tempio di Atena, Medusa fu punita dalla dea che trasformò i suoi capelli in serpi e il potere di tramutare in pietra chi la guardasse. Fu uccisa da Perseo che le tagliò la testa guardandola da uno specchio. Dal suo sangue nacque Pegaso, il cavallo alato. Facente parte della collezione delle maschere Rondanini che la esponeva nel suo palazzo a via del Corso a Roma, fu acquistata dal re Ludovico di Baviera durante il suo Grand Tour dell’Italia. Si trova ora nella Gliptoteca di Monaco di Baviera.
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